In onore di quello che sarebbe stato il suo quarantottesimo compleanno vogliamo ricordare River Phoenix e l’apporto che ha dato al mondo del cinema (ma non solo) nel corso della sua breve vita, durata, purtroppo, solo 23 anni. 

Fratello maggiore degli attori Rain, Joaquin, Liberty e Summer Phoenix, tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, River s’impose all’attenzione della critica quale uno degli attori più promettenti della sua generazione, tanto da essere inserito da John Willis nella lista delle “dodici promesse del cinema” del 1986.

La notorietà di River iniziò quando era ancora un ragazzino; dopo aver recitato in spot pubblicitari, in serie e film televisivi si affacciò al cinema divenendo pian piano sempre più apprezzato grazie alle sue interpretazioni in film come Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986), Mosquito CoastNikita – Spie senza volto (1988), Vivere in fuga, che gli valse a soli diciannove anni una nomination al Premio Oscar come miglior attore non protagonista, e Indiana Jones e l’ultima crociata (1989), dove si segnalò per l’interpretazione del giovane Indy nel prologo della pellicola.


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Dotato di un’innata naturalezza e vulnerabilità emotiva di fronte alla cinepresa, passò in seguito ad interpretare ruoli più complessi e “adulti” in film come Belli e dannati (1991), per il quale vinse la Coppa Volpi come migliore attore ed un Independent Spirit Award, Dogfight – Una storia d’amoreSilent Tongue, Quella cosa chiamata amore e Dark Blood.

La morte

La sua carriera fu tragicamente stroncata dalla prematura morte, avvenuta nella sera di Halloween del 1993, a soli ventitré anni, a causa di un’overdose di speedball (un cocktail di droghe composto da eroina e cocaina) che, di fatto, lo ha reso uno dei più rappresentativi simboli della generazione X. Phoenix, che possedeva un patrimonio netto di oltre 5 milioni di dollari, al momento della morte era impegnato nelle riprese del film Dark Blood, che a causa della sorte dell’attore rimase incompiuto (la pellicola vedrà la luce soltanto nel 2012, con modifiche e rimaneggiamenti).




Non solo cinema, ma anche musica e ambiente

Parallelamente all’attività cinematografica, Phoenix è stato anche cantante e chitarrista prima della band Aleka’s Attic, fondata assieme alla sorella Rain, poi della band Blacksmith, oltre che un attivista per i diritti degli animali e dell’ambiente. Definito il “James Dean vegano”, fu un portavoce per la PETA che, in virtù degli sforzi impiegati nelle iniziative promosse dall’organizzazione, lo insigní dell’Humanitarian Award nel 1992.

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Nel corso della sua breve vita, ha aiutato finanziariamente moltissime organizzazioni ambientaliste ed umanitarie, acquistando, tra l’altro, 800 acri (320 ettari) di foresta pluviale in via di estinzione in Costa Rica. Fu amico di importanti personalità come l’attore Keanu Reeves, il bassista Flea, il chitarrista John Frusciante, il cantante Michael Stipe, il rapper Adam Horovitz oltre ad aver stretto vari sodalizi professionali con registi come Gus Van Sant. Nel 2010, Phoenix è stato votato dalla rivista GQ come uno dei “50 uomini meglio vestiti dello scorso mezzo secolo”.

Fonte: Wikipedia