Attore e regista, amato dal pubblico e dai colleghi per la sua simpatia e generosità. Stiamo parlando di Piero Natoli, un attore a noi molto caro per i suoi ruoli, primo su tutti quello in “Compagni di Scuola” di Verdone. Nato a Roma nel 1947, Natoli, dopo una laurea in legge e la pubblicazione di un diario realizzato in seguito a un viaggio a Cuba (‘Campamento de 5 Mayo’), aveva iniziato la carriera cinematografica come autore e attore.





La sua ironia e la sua grande professionalita’ lo avevano fatto diventare uno dei personaggi piu’ amati dai colleghi del cinema. Prima e’ stato aiuto regista di Marco Bellocchio in ‘Amore e rabbia’ e di Michel Meske in ‘La guerra delle suore’; poi ha scritto la sceneggiatura, sempre per Bellocchio, ‘Salto nel vuoto’. Per otto anni ha lavorato alla Rai, realizzando piu’ di cento documentari in giro per il mondo. Dal 1980 si e’ dedicato solo al cinema. Il primo film, del 1980, e’ stato ‘Armonica a bocca’, poi nel 1981 ‘Confusione’ (Leone d’argento al Festival di Venezia), nel 1987 ‘Chi c’e’ c’e” (Finalista a San Sebastian), nel 1994 ‘Gli assassini vanno in coppia’ e nel 1995 ‘Ladri di cinema’, che resta il suo ultimo film da regista. Come dicevamo prima, il nostro ricordo più forte è racchiuso in “Compagni di Scuola” come uno dei più incisivi del gruppo (era Luca, il ragazzo di Eleonora Giorgi): a tutt’ oggi una delle prove più riuscite di Verdone che vi seppe distillare gli umori di un “Grande freddo all’ italiana” originale e pieno di verità. Da non dimenticare anche la parte del padre perfettino in quel geniale film che è “L’ultimo Capodanno“. Ma anche in  “Il cielo e’ sempre piu’ blu” di Antonello Grimaldi oppure in “Ferie d’agosto di Paolo Virzì, film nel quale ricopriva il ruolo del marito infelice e schiacciato dalle responsabilità familiari, accanto a alla moglie/Sabrina Ferilli. È giusto segnalare per chi non lo sapesse che Piero è il papà di Carlotta Natoli, ovviamente.




Il destino purtroppo non fu galantuomo con Piero, che venne colpito da un’emorragia cerebrale in una domenica mentre se ne stava in palestra. Mori qualche giorno dopo (8 maggio del 2001) a soli 53 anni all’ospedale San Filippo Neri di Roma. Il suo ultimo lavoro che aveva in progetto, “Il mondo è fatto a scale e di cui conserviamo ora alcuni frammenti, sia anche immagini di clochard e homeless per le strade di Roma. Un film che avrebbe voluto girare nell’estate 2001 interamente con la videocamera digitale e con protagonista Claudio Santamaria. Natoli apparteneva a quella fascia di “autori minori”, ma tutt’altro che insignificanti, costretti alla marginalità dalle dure leggi del mercato. Lui ha sempre rifiutato di fare film con produttori per avere la libertà di esprimere, col tempo che riteneva necessario, le storie che amava. Ma noi, appassionati di cinema, non lo dimenticheremo.