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Ci siamo: dopo sei anni ritorna Pirati Dei Caraibi, saga iniziata nell’ormai lontanissimo 2003. “Pirati Dei Caraibi: La Vendetta di Salazar” è quindi il quinto capitolo che racconta una storia autoconclusiva, come fu per il film precedente. La trama gira intorno ad una classica vendetta e ad una classica maledizione. Tutto già visto, ma ci sono degli aspetti da non sottovalutare. Javier Bardem come cattivo è fantastico, sia nell’interpretazione che nella cura al dettaglio sul costume e trucco. Insufficiente però l’approfondimento del personaggio, che lo rende formidabile e spaventoso nella prima parte e una sterile presenza nella seconda.
È sempre un piacere vedere Jack Sparrow in scena, ma il profilo psicologico ormai si è corrotto in fase di scrittura: è una macchietta perennemente ubriaca che non trasuda più il fascino di una volta. Nei primi capitoli era imprevedibile, all’apparenza folle, ma lucido e acuto nelle scelte. Un pirata d’alta fascia, unico nel suo genere: ora non più.
Insieme a lui troviamo due nuovi personaggi: Henry (il figlio di Will ed Elizabeth) e l’astronoma Carina Smyth, entrambi alla ricerca del padre, chi per salvarlo, e chi per onorarne il ricordo. Per chiudere il cast, abbiamo di nuovo Barbossa in questa avventura, ormai consumato anche lui, con dietro un bravissimo attore ma davanti un personaggio che non ha più nulla da dire se non la forzatura più grande che questo film potesse regalare, ma che non spoilererò. Visivamente regala ottimi momenti, soprattutto nello scontro finale, dove la scenografia la farà da padrone. Finalmente la saga azzarda un flashback che scava nel passato di Sparrow, mostrandoci come diventò capitano. Peccato che per chi ricorda bene gli altri film, ci siano un bel po di incoerenze legate a delle dinamiche particolari; non da meno il fatto che saranno passati venti anni dalla nascita del figlio di Will ed Elizabeth, e Jack Sparrow è sempre uguale. Il film non si pone con grandissime pretese poiché sembra più un capitolo fatto e finito di una saga potenzialmente ancora lunga, che un tassello da seguire verso un finale, come se il pirata dovesse diventare l’Indiana Jones dei mari. Per come ci lascia il film, ci sono buone strade da battere per il futuro, ma tocca vedere se sceglieranno quelle giuste. “La Vendetta Di Salazar” è indubbiamente meglio riuscito del più sfortunato precedente capitolo, ma lontano dai tre film iniziali, anche se ce la mette tutta. Apprezziamo molto lo sforzo. il Franchise sta spremendo fino all’ultimo gli ottimi personaggi che creò agli albori, urge un ricambio generazionale sennò qui si floppa; anche perché la saga si chiama “Pirati Dei Caraibi” e non “Jack Sparrow”.