Ieri si è tenuta su Rai 1 la reunion di Yuppies in occasione di un’intervista a Jerry Calà dopo il malore che lo ha colpito nelle settimane scorse. In studio sono intervenuti Ezio Greggio, Christian De Sica e Massimo Boldi. L’occasione è stata buona per ricordare qualche aneddoto.

TRAMA

Nella Milano di metà anni 80 quattro giovani e rampanti yuppie, Willy, Giacomo, Lorenzo e Sandro, vivono le loro giornate nel mito dei grandi nomi della finanza, alla costante ricerca del successo sociale ed economico. Willy è il co-proprietario di una concessionaria d’auto oltreché un playboy impenitente; frequenta Amanda, la figlia diciassettenne di un visconte, ma in attesa che la ragazza gli si conceda non disdegna avventure con altre donne, tra cui la quarantenne Françoise. Giacomo è un pubblicitario che cerca di conquistare la bella Margherita, ritrovandosi tuttavia sempre ostacolato dal suo direttore che, dietro la ripetuta promessa di una promozione, lo sfrutta come complice per le sue scappatelle. Lorenzo è un notaio che lavora nello studio del suocero; sebbene sia la persona più seria e tranquilla del gruppo viene spinto al tradimento da Sandro, dentista fedifrago sempre alla ricerca di occasioni, e che, approfittando del fatto che le rispettive consorti sono partite con i figli per una vacanza, convince l’amico a gettarsi in un’avventura extraconiugale con Virginia, la sua timida segretaria da sempre innamorata di lui.

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EZIO GREGGIO: “UN GIORNO NON RICONOBBI MASSIMO BOLDI SUL SET”

Ezio Greggio ha ricordato un aneddoto sul film riguardante una folta capigliatura che si era fatto incollare Boldi sul set. Il pezzo è ripreso anche sul suo nuovo libro N°1. Una vita di avventure, incontri, scherzi e risate:

«Di ogni film coi Vanzina ho aneddoti da raccontare. In Yuppies (1986) un giorno arrivò sul set un tizio con i capelli alla Elvis Presley e mi disse con accento milanese «Uè, non saluti?». Ci misi un po’ a capire che era Massimo Boldi, irriconoscibile perché si era fatto incollare una folta capigliatura alla Cesare Ragazzi a tre centimetri dalle sopracciglia. Nella notte ebbe una crisi di rigetto dei capelli posticci e mentre urlava «Bestia che dolore» lo portarono in clinica per levarglieli.»