Ventisei anni fa, il 23 maggio 1992 la mafia uccideva il giudice Giovanni Falcone. Nel tratto dell’autostrada A29, da Punta Raisi a Palermo, alle 17.58, la Fiat Croma saltò in aria con a bordo il magistrato antimafia. I mafiosi, armati dai capi di Cosa Nostra Totò Riina e Bernardo Provenzano, avevano posto una bomba con 500 kg di tritolo in una galleria scavata sotto l’autostrada. Nell’attentato persero a vita la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro.



Falcone era un giudice siciliano che aveva dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia, ottenendo dei risultati straordinari e diffondendo, con le sue apparizioni pubbliche, il coraggio di opporsi contro ogni forma di sostegno alla mafia.