American History X è un film del 1998 diretto da Tony Kaye. Nel cast troviamo Edward Norton e Edward Furlong (leggi QUI che fine ha fatto). La pellicola è dedicata al tema della tensione sociale e del razzismo negli Stati Uniti e ha valso a Edward Norton una candidatura all’Oscar come miglior attore protagonista vinta poi da Roberto Benigni per “La Vita è Bella“. L’attore si è allenato molto per il film come potete leggere QUI.

TRAMA E TRAILER

Derek Vinyard (Edward Norton) vive con la sua famiglia (la madre, due sorelle e il fratello minore Danny (Edward Furlong), dopo che suo padre, un pompiere dalle idee razziste, è morto a causa di uno spacciatore afroamericano, durante un incendio in quartiere nero. Derek è un naziskin e appartiene al gruppo Skin88, a capo del quale c’è il proprietario di una casa editrice, Cameron Alexander (Stacy Keach), che promuove libri e musica di stampo nazista ed è il suo mentore.

LA STORIA VERA DIETRO AL FILM

Il personaggio protagonista di American History X, Derek Vinyard, si basa sulla vita reale di uno skinhead. La persona in questione sarebbe Frank Meeink, uno dei maggiori esponenti del movimento nazista.

Nato il l 7 maggio 1975 a Philadelphia, viveva in casa con una madre alcolizzata ed un padre tossicodipendente. Purtroppo sin da piccolo Frank inizia a conoscere quella realtà fatta di maltrattamenti ed abusi che lo accompagneranno per il resto della sua adolescenza. Fu per questo motivo che iniziò a frequentare il movimento neonazista e divenne uno di loro dopo essersi tatuato Goebbels sul petto e una svastica sul collo. Decide, quindi, di diventare uno skinhead. Si rasa i capelli e comincia ad essere un punto di riferimento per il Ku Klux Klan nonché un leader del movimento di estrema destra.
A 17 anni venne arrestato dopo aver torturato e quasi ucciso un coetaneo e aver ripreso il tutto. Vista l’età subisce una condanna di soli a 3 anni di galera e li cambiò completamente, proprio come il personaggio di Edward Norton.  Data la sua passione per lo sport, Frank stringe rapporti di amicizia con detenuti di diverse etnie e si accorge anche di ricevere più sostegno dai prigionieri afroamericani rispetto agli skinhead. Frank quindi sconta tutta la sua pena di 3 anni, e appena uscito di prigione incontra subito i suoi amici neonazisti con l’intento di ricominciare con la sua vecchia vita, ma si accorge che il carcere lo ha cambiato, non è più lo stesso ragazzo che era prima di entrare in prigione. Si rifiuta persino di fare il saluto nazista ad un funerale di un suo vecchio amico skinhead, litiga con tutti e decide di lasciarsi alle spalle tutto quell’odio seminato per anni.
Frank quindi ritorna a Philadelphia nei luoghi in cui è cresciuto e qui inizia a collaborare con la squadra di Hockey locale, la “Philadelphia Flyers”, fondando anche l’organizzazione “Harmony Through Hockey”, che si occupa di dare a tutti i giovani la possibilità di fare sport e di divertirsi in modo creativo, per evitare di finire sulla strada e di commettere crimini.  Nel 2010 è uscito il suo libro: “Nero. Autobiografia di un neonazista guarito”.

IL FINALE DIVERSO CHE CAMBIAVA IL FILM

Inizialmente, American History X era stato ideato con un finale diverso da quello che è stato poi realizzato. Il film, infatti, si sarebbe dovuto chiudere con Derek in piedi di fronte a uno specchio intento a rasarsi la testa dopo che Danny è stato colpito a morte. Questo era per dare un senso al ciclo di violenza infinita che avrebbe dovuto subire il personaggio e legare insieme la trama: tuttavia, questo finale è stato rimosso dopo le obiezioni di Edward Norton.