La cantante Laura Pausini, in un’intervista al Corriere della Sera, commenta la nomination agli Oscar con il suo brano “Io sì”, colonna sonora del film “La vita davanti a sé”, rivelando di dedicarla al padre:

“Non ho mai scritto discorsi in occasioni simili, ma questa nomination e l’eventuale vittoria la dedico al mio babbo: suonava nelle orchestre, fu fra i primi a provare l’avventura dei piano bar, mi ha insegnato perché le canzoni sono importanti per la vita delle persone, ma non mi ha mai detto che dovevo cantare. Ha aspettato. E al mio ottavo compleanno, al ristorante Napoleone di Bologna, chiesi in regalo un microfono”.

E poi continua:

“A me sarebbe bastato fare i piano bar, non c’erano ragazze allora, ma lui mi diceva che i miei sogni erano troppo piccoli”.

Ricordando quel Sanremo Giovani del 1993, Laura Pausini dichiara:

“Da allora mi chiedo perché succedano a me certe cose. Penso sempre di non essere in grado… Sono una donna che ha molte cose di quella ragazzina che provava nella mansarda di Solarolo con i vicini che chiedevano di abbassare il volume, le stesse ansie, lo stesso modo di gioire, lo stesso principio del cantare che ci fossero 100 persone o le 60 mila di San Siro. Più le cose diventavano grandi più mi sentivo piccola e mi chiedevo se me le meritassi”. 

E poi aggiunge:

“Anni fa mi sentivo in colpa per il successo. Mi ha aiutata una psicologa”. 

Fonte: Corriere.it