Come dimenticarsi dei Jamiroquai: la band britannica formatosi a Londra nel 1992. Il nome deriva da una fusione tra i termini jam- e -iroquai, nome in inglese delle tribù native americane delle Sei Nazioni che vanno sotto il nome di Irochesi.

La band

I Jamiroquai, capitanati dal carismatico front man Jay Kay, si formano nel 1992 e di li a poco rilasciano il singolo When You Gonna Learn. Il brano è un successo e la Sony li mette sotto contratto. Emergency on Planet Earth è il primo album, i singoli sono Blow Your Mind e Too Young to Die. Nel 1994 esce The Return of the Space Cowboy che conferma il talento e consolida la fama della band. Space Cowboy è il brano manifesto dell’intero lavoro orientato al funk e alla psichedelia. La fama internazionale della band esplode con il loro terzo album, Travelling Without Moving nel 1996 dal quale vennero estratti tre singoli: Virtual Insanity, Cosmic Girl e Alright. L’album vende dodici milioni di copie.

Se purtroppo Toby Smith, l’ex tastierista del gruppo e fondatore si è spento poco tempo fa, il cantante e volto del gruppo Jay Kay ancora porta avanti l’onore della band. Scopriamo che fine ha fatto.

Jason Kay

Jay Kay è spesso chiamato Jamiroquai. In molti confondono il nome della band con il suo (come accadeva anche al compianto Pau Donés con gli Jarabe de Palo). Lascia la scuola a 15 anni e dopo tre mesi abbandona anche la casa materna, scegliendo di vivere come un vagabondo. In questo periodo per sopravvive non di rado ricorre al furto e si adatta anche a diversi lavori non proprio raccomandabili. Successivamente tornerà a casa, dove scoprirà l’amore per la musica.

Saltando il periodo d’oro della band, vi diciamo che a fine febbraio del 2007 il gruppo si esibisce in una performance da Guinness dei primati: ha eseguito un concerto a bordo di un aereo che volava a 37 mila piedi dal suolo, di fronte a un pubblico di 200 ospiti. L’esibizione è proseguita anche dopo l’atterraggio ad Atene.

Pochi giorni dopo, all’indomani anche della rottura con la Sony BMG, Jay Kay ha dichiarato che, stanco della vita randagia, non avrà più a che fare con la musica. Ma qualche anno dopo torna ad incidere un nuovo disco con i suoi Jamiroquai: “Rock dust light star” (uscito il 1º novembre 2010). Per il disco successivo serve invece attendere quasi sette anni: il 31 marzo 2017 esce infatti il nuovo lavoro, “Automaton”.

Le passioni

Jay Kay è noto per la sua passione per i cappelli e i copricapo elaborati, sfoggiati soprattutto quando si esibisce in pubblico. Il suo amore per i cappelli lo ha portato a ottenere il soprannome di ‘cappellaio matto’. Proprio per alcuni cappelli sfoggiati è stato criticato da alcuni gruppi di nativi americani. Secondo loro, avrebbe infatto disonorato la sacralità delle delle tipiche ‘corone’ dei capi tribù. Jay Kay ha anche una grande passione per le automobili, specialmente per le auto sportive (e storiche).

Vita privata

Nella sua vita sentimentale Jason Kay ha avuto relazioni con l’attrice Winona Ryder, la presentatrice inglese Denise van Outen e la cantante australiana Kylie Minogue. Si dice abbia anche avuto una breve relazione con Natalie Imbruglia. Nell’ottobre 2017, in occasione dell’uscita dell’ultimo album, ha affermato di essersi sposato con una donna e di avere due figlie, Carla e Tallulah.

Oggi

A fatica Jay continua a portare avanti il gruppo non più sulla cresta dell’onda da un bel po’. A gennaio 2021 ha scritto queste parole su Instagram dopo che qualcuno l’aveva associato (vista la somiglianza con il suo storico copricapo) ad uno dei manifestanti pro-Trump che sono riusciti a fare irruzione nella sede del Congresso degli Stati Uniti.

«Buongiorno mondo. – aggiunge poi Jason Kay – So che alcuni di voi possono pensare di avermi visto a Washington la scorsa notte, ma temo che non ero io in mezzo a qui freak. Volevo solo augurarvi buon anno, sono secoli che non ci sentiamo. Sono in Inghilterra, in lockdown. Grazie per i messaggi di auguri di buon compleanno. Ho 51 anni e un po’ di capelli grigi. Ci piacerebbe rimetterci in pista, ma ovviamente non possiamo per il lockdown».