Dal 6 settembre in uscita nelle sale cinematografiche troviamo il film Slender Man, con protagonista un personaggio tanto ispirato alle famose creepypasta, i racconti e videogiochi dell’horror che hanno preso il posto delle urban legends. Tale personaggio è stato creato da Erik Knudsen, noto col nome d’arte di Victor Surge, grazie ad un concorso fotografico e a cui sono stati creati successivamente cortometraggi e film.

Slender Man è collegato a fatti di cronaca realmente successi, infatti nello stato del Wisconsin, si verificò un reato che coinvolse due dodicenni, Morgan E. Geyser e Anissa E. Weier, in un tentato omicidio nei confronti di un’altra coetanea, Payton Isabella Leutner. I due volevano sacrificare la ragazza per potersi avvicinare allo “Slender Man” il personaggio dell’orrore che spopolava sulla rete.





Ma veniamo alla trama per conoscerne la storia.
Ci troviamo in una piccola cittadina del Massachussets, dove quattro liceali, tramite un video virale, tentano di sfatare il mito dello Slenderman eseguendone il rituale. Ma quando una di loro scompare improvvisamente, 
incominciano a credere che forse non sia del tutto un caso che la loro amica sia svanita nel nulla, soprattutto quando l’essere “sottile” inizia a comparire nelle loro vite. L’aspetto di certo non promette nulla di buono: altissimo, privo di volto con braccia lunghe fino alle ginocchia e tentacoli neri che fuoriescono dalla schiena.
Lo scopo dello Slenderman è quello di rapire bambini e adolescenti e, una volta scelta la propria preda, incominciare a perseguitarla rendendosi visibile solo a lei e alle persone che le stanno accanto. Una volta che le vittime vengono
prese di mira da questa creatura non possono liberarsi né tanto meno sfuggire; la paranoia diventa sempre più pesante man mano che si va avanti e il più delle volte il suicidio rimane l’unica opzione possibile.




Ma veniamo a noi, che impressione ci ha dato?
Possiamo dire che il film ha fatto parecchio discutere. Nel complesso abbiamo sentito la voglia del regista di farci vivere lo stesso brivido di terrore provato dai personaggi, catapultandoci in una sorta di panic room dove la domanda era sempre la stessa: ma si può davvero sfuggire dallo Slenderman?
Nella prima parte si cerca di far capire l’anima del personaggio, come agisce e cosa cerca.
La suspence e la tensione invece si sentono decisamente a partire dalla seconda parte del film dove iniziano ad essere più presenti e meno altalenanti. 
A discapito del film possiamo dire che, tolto il personaggio in sè, Slender Man ci riporta ad un mix di scene già vissute e di storie di mostri che in qualche modo hanno la loro somiglianza. Noi, ad esempio, una fusione tra Boogeyman e The Ring l’abbiamo sentita!

Quindi se siete amanti del genere correte a vederlo, siamo curiosi di sapere la vostra!